| Wainer Vaccari |
Trasgressore, eclatante, contemplativo
Nasce nel 1949 a Modena, dove vive e lavora.
Ho impiegato la mia giornata come meglio ho potuto per vedere e rivedere; ma in arte succede come nella vita:
più ci si inoltra, e più tutto si allarga.
(Johann Wolfgang Goethe)
E' forte la tentazione, soprattutto quando si è giovani, di lasciarsi coinvolgere da esperienze d'avanguardia. Anche Wainer Vaccari non si è sottratto, negli anni Sessanta e Settanta, su sollecitazioni di artisti, più o meno amici, agli allettamenti astratti, allora tanto di moda, da scoraggiare qualsiasi bravo pittore figurativo intento a percorrere la strada della bella "forma". "Furono - spiega l'artista modenese a Marco Zanelli, durante un'intervista pubblicata su Arte (aprile 1994) - i confronti e i consigli di un amico. C'era un'infatuazione. Ma hai letto Marcuse? No, non l'ho letto. E dell'arte povera cosa ne dici? Lo sai che il figurativo non va più. Insomma, grandi discussioni. Ho fatto una trentina di quadri tra Lèger, Picabia e Duchamp, poi la mia pittura mi ha salvato". Lo ha salvato una pittura nata dall'esigenza di una riqualificazione dei contenuti e di custodire la regolarità degli elementi costruttivi, come dati essenziali dell'opera. Lo ha salvato il piacere di "fare pittura", svolta secondo la disciplina del disegno, la preziosità del colore e la ricchezza della forma che danno all'immagine il potere della seduzione. Ed ora che il tempo ha cominciato a fare le sue inesorabili scelte, ripartendo valori autentici da quelli presunti, l'opera di Vaccari è venuta assumendo, per la sua qualità, connotazioni di attualità, addirittura di avanguardia. "Nel corso degli anni, Vaccari - afferma Vittorio Sgarbi (catalogo della mostra alla Eos Arte Contemporanea di Milano, gennaio 1993) - ha coltivato un' idea sempre più purificata delle immagini; la sua pittura ha una sorprendente pulizia, una naturalezza, una felicità che non cede nè a compiacimenti, nè a citazioni. L'avanguardia tradotta in bella pittura, non poteva trovare migliore consacrazione che in Wainer Vaccari. Vaccari è amato e amabile, e le sue invenzioni sono capricci e divertimenti che non hanno rivali nel panorama artistico italiano contemporaneo. Vaccari, tra l'altro, e stranamente, sa dipingere, cosa rara e infrequente tra i pittori che prediligono pensare e inventare... Caduti i tabù dell'arte contemporanea, dal primitivismo all'informale, la vera libertà sta nella disciplina".
Una disciplina che l'artista modenese ha imposto al lavoro quotidiano nel suo studio a Modena, in via Torre, perchè si avveri il senso eletto della forma per dar vita, nel candore di un immaginismo a volte anche azzardato, a creature quasi primitive che esprimono, grazie ad una minuziosa descrizione dei movimenti e dei gesti, un desiderio di evasione dal vivere nella normalità, scoprendo un altro mondo dove è possibile la costante rivelazione di una diversa realtà.
Un mondo che si delinea nei suoi grandi enigmi e che vive negli incantamenti sospesi di una idoleggiata e trasfigurata realtà. Allora il nuovo "sentimento del vivere" si connota di un vasto senso di stupore, con personaggi di pienezza vitale, di forte struttura fisica, ed animali anche fantastici, da sogno, legati tra loro da rapporti di assoluta semplicità.
Ma proprio in questa ingenua spontaneità, trasferita in un clima visionario, queste creature di corposa pienezza che, con la loro spiccata e inconfondibile fisionomia, si mantengono sempre coerenti, acquistano, sotto lo sguardo di glaciale imperturbabilità dell'autore, una dimensione stravagante, toni grotteschi. Si offrono alla curiosità anche ironica dell'artista che propone un racconto che si sviluppa quasi liberamente, attraverso divagazioni, trovate, situazioni in continua evoluzione, pronunciate con gusto quasi caricaturale.