Big Bang

Mostra personale di:

Pierre Achiary

Inaugurazione Sabato 31 Maggio alle ore 18,00 - immagini

Big Bang

Programma:

alle ore 18,00 musica Jazz Live, rinfresco

31 Maggio -  28 Giugno

Orari: 10,00 -13,00  16,00-20,00

chiuso il lunedì mattina e il giovedì pomeriggio

tel. 059220263 - 3284005623

info@canalgrande18.com

 Prosegue l’attività espositiva della galleria canalgrande18 con una mostra personale dell’artista Pierre Achiary.

La sua arte che lui stesso definisce terapeutica, esprime tutta la forza espressiva della personalità complessa di Pierre, che ha attraversato diverse discipline artistiche prima di approdare alla pittura. Le sue performance di pittura corporea lo vedono alle volte protagonista di vere e proprie esplosioni (Big Bang, appunto), il corpo diviene appendice da utilizzare in maniera creativa, apparentemente scollegato dalla funzione tipica del dipingere, accompagnando così la gestualità nella sua interezza espressiva dove corpo e psiche divengono inestricabili come nella magia dello sciamano che compie gesti che sono costretti a risanare la complessità esistenziale, Pierre è lo sciamano che cura il corpo e la mente attraverso il non rito, senza regole precise e costituite, ma basandosi solo sulla sua capacità di scoprire nell’intimo, attraverso la forza del gesto pittorico l’essenza del nulla o il nulla essenziale, un uomo-medicina che non usa erbe e materie prime ma pigmenti e tele, corpo e anima, canto e liturgia poetica. G.G.

Pierre Achiary in arte "Pierre", nasce nel 1957 in Marocco.

Pierre Achiary, boemien della vita, si laurea in: economia e commercio, giurisprudenza, ISEF (specialità vela-solidarietà, skipper di crociere per persone in difficoltà psicosociale), cantautore, tenore lirico (laureato al conservatorio, 1° borsista internazionale per studiare dal Maestro Pola, nella cosidetta scuola Pavarotti). Brevetto professionale in fotografia, scuola di pilota d’aerei, alpinista, cuoco, traduttore tecnico alla Logos di Modena da 20 anni, laureandosi quest'anno in psicologia alla Sorbonne, specialità neuropsicologia. Accetta con immensa e sincera gioia la proposta che gli viene fatta di questa mostra, per fare vedere quello che lui stesso vi prega di non chiamare opere d'arte!!!!

“L'arte, la magia, il mistero non ci appartengono. Qualsiasi rappresentazione dell'esistente è solo mera riduzione antropomorfa, egocentrica e arrogante, forse, presuntuosa. L'artista è uno dei milioni di interpreti, in tempo reale interprete, in un dato momento di questa terra. E’ tristemente triste e divertente vedere quanto, per il solo gioco della casistica dei dadi, un amino-acido diventa criminale in Germania, malato di aids in Senegal, crocifisso in Palestina, miliardario a Mosca, petroliere in Alaska o pittore a Roma. Però la trappola sarebbe vivere coi sensi di colpa. Dobbiamo al contrario esultare, ringraziare, alla salute fraterna di chi non può farlo. Noi viviamo quello che loro sognano, e nostro dovere è festeggiare anche per loro. Questo è il ruolo dell'arte: sublimare il superfluo, beffare le ingiustizie, stappare le bottiglie, per questa fortuna che è toccato a noi… e che li abbiamo derubati.”E per questo che dedico questa mostra ai nostri fratelli del deserto, fisico o mentale che sia. P.A.