canalgrande18 galleria d'arte

corso canalgrande18, Modena

tel. 0594556135 - 059220263

cell. 3284005623

Canalgrande18 nasce come spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea dall’esperienza maturata negli anni dalla bottega d’arte Master Mirror.

La Galleria è collocata all’interno di un  palazzo cinquecentesco modenese che ha già ospitato la storica Galleria Mutina, ed avrà come intento quello di individuare e proporre alcuni degli artisti più interessanti della giovane scena artistica contemporanea, non solo   con opere di disegno e pittura  ma anche attingendo a settori come la performance, la video-arte, l’installazione, ecc.

Map

Canalgrande18 Gallery

Opened on September 15th, 2006 in the historical center of Modena the new art gallery Canalgrande18. Canalgrande18 is born as a space devoted to the contemporary art by the experience matured in the years from the art-shop Master Mirror.

The Gallery is situated inside a sixteenth-century building of Modena (Italy), and it will have as intent to individualize and propose some of the most interesting artists of the young contemporary artistic scene, not only with works of sketch and painting but also performance, video-art, installation, etc.

 

Breve storia del palazzo che ospita la Galleria

Casa Seghizzi Coccapani Imperiali

(Corso Canalgrande n. 20)

Poche parole su questo palazzo dall'aspetto cinquecentesco «pregievole per l'architettura da taluno attribuito al Vignola, ma che più probabilmente fu opera del nominato Antonio Guarini, alla famiglia del quale appartenne di certo, poiché il suo blasone è scolpito sui capitelli delle colonne del loggiato a terreno», come dice il Soli (1).  La cosa è confermata dal cronista Tomasino, il quale nella sua Cronaca (2) scrive (a. 154 0)): «Misser Antonio di Guirin ferrarexe che confina con ser Alberto da Corte et la casa de li Buscheti... suxo el Canale Grande da 5. Lorenzo fa guastare la sua casa per fabricarla de novo et perché el ge n'era una parte senza colone obtene dall'ill.mo Duca de farge le colone per el mezo di misser Alexandro Guirino...».

E’ dunque certo che l'edificio in questione risale alla metà del '500 e appartenne alla famiglia Guarini probabilmente anche in parte del '600. In una recente Guida di Modena (3) si legge: «In questo palazzo nacque nel 1624 Guarino Guarini, padre teatino e celebre architetto», ma non sappiamo su quale base documentaria venga affermato ciò: il fatto è che la nascita del Guarini è registrata sotto la parrocchia di 5. Margherita, come pure quella dei numerosi fratelli e sorelle e ciò mi fa pensare che i Guarini avessero cambiato abitazione o che la casa in questione appartenesse a un altro ramo della famiglia. Possiamo comunque aggiungere che, almeno nel 1642, Eugenia Guarini, madre del «celebre architetto», abitava in un appartamento in affitto sot­to la parrocchia di 5. Margherita in una casa di proprietà Calori (4)

La casa di proprietà Guarini in corso Canalgrande, a quanto ci consta, passò di proprietà Setti anteriormente al 1656 (non siamo però in grado di precisare quando): infatti nel volume Case denominate da padroni» in ASCMo d& suddetto ctnno (parrocchia della SS. Trinità) si leg­ge: «Il sig. dott. Benedetto Setti denuntia una sua casa in Canalgrande, a cui confina da una parte il sig. dott. Barozzi, dall'altra il sig. conte Gio. Francesco Ferraù, dall'altra parte la strada del Canalgrande e di dietro pure la via pubblica» (5)

A questo punto il discorso diventa issai lineare, in quanto tutte le fonti del Settecento e del primo Ottocento ci confermano che la casa rimase sempre di proprietà della stessa famiglia.

Nel Libro della stima le/le case di Modena del 1716 (parrocchia della SS. Trinità, n. 32) si legge: «Casa del sig. Francesco Setti e del sig. canonico suo zio; confina colla strada Canalgrande, i sigg. fratelli Vecchi, lo stradella della Gatta morta e le ragioni del conte Gio. Francesco Ferra­ri...» (6)

L'Estimo nuovo delle case di Modena del 1773 (c. 254, n. 227) ci conferma quanto sopra:

«Setti sig. canonico. Casa d'un sol piano di nove stanze, comprèso la sala e nel d'abasso due mez­zani. Cima e fondo corrispondente. Fabrica bona...».

Al momento della numerazione delle case (1786) l'edificio, segnato con la lettera N e il numero 1153, è intestato ancora al canonico Setti, alla cui famiglia appartiene anche al momento delle denunce napoleoniche.

Nel 1812 la casa è invece intestata a Zuccoli Corradi Maria Laura alla quale era passata per via ereditaria; infatti Luigia Setti, ultima della sua famiglia, aveva sposato Antonio Zuccoli e l'unica figlia Maria Laura era andata sposa al nobile carpigiano Alessandro Corradi. Maria Laura, rimasta vedova e oberata dai debiti, nel 1828 ne decide la vendita alla marchesa «Giulia, figlia ed unica erede del fu... conte Paolo Seghizzi e moglie del... march. Ercole Coccapani Imperiali» per lire modenesi 46.129.10 più L. 3000 per il fabbricato ad uso teggia e scuderia (7), e ciò in base alla stima effettuata dall'ing. Giuseppe Maria Toschi, che ci fornisce una dettagliata descrizione della casa (8), la quale rimarrà a Giulia Seghizzi fino alla di lei morte avvenuta nel 1899, per passare poi alla figlia Anna Coccapani Imperiali in Fontanelli. Alla morte di quest'ultima l'enorme patrimo­nio fu assegnato in parte agli eredi e in parte andò venduto passando a diversi proprietari; in par­ticolare la casa che ci interessa finì ai Pignatti Morano, poi per compravendita (1924) a Gaetano Ferrari, quindi alla moglie Maria Bassoli e nel 1938 a Italo Puviani.

Ma a questo punto la vicenda non ci riguarda più. Ricordiamo soltanto che, a quanto ci risulta, la costruzione nel corso dell'Ottocento e anche nel nostro secolo non subì alcun intervento di rilievo.

Giordano  Bertuzzi

 

(1)         SOLI G., Chiese di Modena, Modena 1984, voi. Il, p. 427 (chiesa di 5. Maria delle Assi); l'autore aggiun­ge che Antonio Guarini, morto il 29 luglio 1590, fu sepolto appunto in detta chiesa. Ricordiamo che Antonio Guari­ni era uno degli ingegneri ducali impegnato nei lavoù dell'ampliamento di Modena. Sulla casa Seghizzi si veda il bell'articolo di A. PEDRAZZI, Di una casa modenese del Cinquecento nel giornate «La provincia di Modena», a. XIV (1911), n. 25-24 genn. 1911

(2)          TOMMASO DE' BIANCHI, Cronaca di Modena..., cit., voi. VI, p. 291 alla data 19 febbraio 1540; il cronista aggiunge anche che la casa era stata acquistata «dal heredi di M. Antonio Marscota». È forse utile segnalare che la madre di Guarino Guarini si chiamava Eugenia Marescotti: infatti nel registro dei vivi in ASCMo si legge: «Adi 22 gennaro 1624. Guarino figlio del sig. Binaldo Guarini er della signora Eugenia Marescotti sua moglie fu battezzato; furono padrini il sig. Marcello Querenghi e la signora Margherita Seghizzi sua moglie».

(3)          BELLOI P. - COLOMBINI E., Guida di Modena, Modena 1992, p. 441.

(4)           ASCMo, Case affittate da padroni, a. 1642, parrocchia di 5. Margherita: «Fabricio Pradica (?) denuncia un partimento tenuto ad affitto dalla signora Eugenia Guirini» in confine con una casa di proprietà di Ortensio Calori.

(5) Il possesso della casa alla famiglia Setti ci viene confermato dalla pianta di Modena del Boccabadati (1684) e anche da G. Soli (cfn n. 1), il quale afferma che la casa Guarini fu ceduta «dipoi al dott. Benedetto Setti», senza però precisare quando. il Vedriani (Dottori modonesi, Modena, a. 1665, p. 166) parlando di Antonio Guarini ci dice: «Parimenti la casa del sig. Benedetto Setti, che già era sua, fu fabricata con nobile architettura inventata da lui».

(6) Francesco Setti risulta possessore anche di una seconda casa nello stradella della Gatta morta confinan­te con la «stalla e teggia» del medesimo (Libro della stima cà., parrocchia della SS. Trinità, n. 29).

(7)           Si veda ASMo, ANMo, Deposito 1996, notaio Giuseppe Tavani, E 312, atto n. 626 del 1828, maggio 13. Vi si legge che la sig.a Maria Laura Corradi vende alla N.D. rnarch. Giulia Coccapani Imperiali nata Seghizzi la «casa posta in questa città nel corso Canalgrande (N 1153) assieme alla casetta ad uso di serviggi posta nel vicolo denominato della Gatta morta segnata N 1156, tali e quali trovansi descritte nella... infraregistranda relazione del periziore sig. ing. Giuseppe Maria Toschi; ed inoltre la piccola casetta o fabbricato ad uso di teggia e scuderia posta in detto vicolo Gatta morta, quella stessa cioè che l'autrice madre della signora mandante acquistò con rogito Pedrazzi 29 sett.18O4.. .». Viene inoltre precisato «che la massima parte del prezzo viene erogato nel dimertere debiti della venditrice e gravitanti sulle case stesse...».

Circa il rogito del notaio Biagio Pedrazzi si veda ASMo, ANMo, E 5472, prot. XX, atto n. 1911: da esso apprendiamo che detta casetta, posta «dietro il palazzo Foresti o sia di questa Finanza», era stata venduta da Giusep­pa Olivari, alla quale era pervenuta per eredità dalla madre Maria Soli Muratori, a Luigia Setti in Zuccoli.

(8)           La perizia del Toschi costituisce l'alleg. n. 11 del rogito di vendita. Vi si legge: «Questa casa è disposta a diversi piani: in quello a terreno trovansi due fondi laterali al principale ingresso suscettibile dell'uso di botteghe... e l'atrio ossia ingresso principale verso il Canalgrande... Il detto atrio mette in uno spazioso loggiato con colonne di marmo che costeggia un sufficiente cortile... In faccia all'atrio evvi il luogo d'ingresso per i carri respiciente nel vicolo della Gatta... Il piano nobile è distinto in un loggiato che serve di smonto alla scala, decorato di colonne di marmo; verso il Canalgrande trovasi una scala piuttosto ampia, una stanza con alcuni ripostigli avente lume soltanto dalla tromba della scala e da una lanterna, la scala secondaria che conduce al piano dei granai, una stanza con appresso un piccolo ritiro ed un cesso... ed altre stanze...». Continua poi descrivendo il piano dei granai, fornendoci ulteriori det­tagli e illustrando anche la casa N 1156 nel vicolo alla Gatta morta. Un'altra sintetica descrizione della casa del 1853 si trova in ASMo, Ufficio Centrale del Censo, E 654.