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Nozioni sulle tecniche più diffuse dell'arte della stampa.
Le diverse tecniche utilizzate per la stampa d'arte, ed impropriamente chiamate con il termine generico di "tecniche incisorie", sono in realtà procedimenti talmente differenti l'uno dall'altro da esigere una distinzione previa, prima di passare alla loro trattazione.Queste tecniche si possono suddividere in quattro gruppi diversi:
  1. le tecniche incisorie in rilievo (xilografia, chiaroscuro, linoleum).
  2. le tecniche incisorie in cavo (bulino, acquaforte, acquatinta, puntasecca, vernice molle).
  3. la litografia.
  4. la serigrafia.
Sono da considerare incisioni solo le opere eseguite in rilievo e in cavo, mentre la litografia e la serigrafia, pur dando anchesse luogo a una stampa, non sono procedimenti tecnici basati sull'incisione.Secondo un criterio adottato intorno agli Anni Trenta, una stampa viene detta originale se proviene da una matrice preparata a mano dall'artista (e quindi non con procedimenti meccanici e fotografici), con lo scopo di essere stampata come oggetto d'arte.Per quello che riguarda la stampa moderna, tutti gli esemplari di una tiratura vengono solitamente numerati e firmati dall'artista.La numerazione a volte oltre che in numeri arabi, può essere anche in numeri romani o, in certi casi, anche con le lettere dell'alfabeto. Quando queste queste si sovrappongono, l'entità globale della tiratura è ovviamente maggiore di quella che appare osservando la numerazione di una singola stampa. Infine, per le stampe moderne, è da segnalare l'abitudine di distruggere o "biffare" la lastra, a tiratura terminata (una lastra è "biffata" quando su di essa vengono tracciati dei segni abbastanza vistosi, che comunque comparirebbero su ogni successiva tiratura).In passato invece i vari esemplari che uscivano da una matrice non venivano numerati e anzi si procedeva sovente, in tempi sucessivi, a eseguire più tirature da una stessa matrice.Se per ipotesi sulle matrici avvenivano interventi per aggiungere, togliere o modificare qualcosa, ciò dava luogo a tirature visivamente differenti fra loro, comunemente definite stati.
  • Acquaforte

     Tecnica di incisione ottenuta mediante l'azione di sostanze chimiche che intaccano il metallo. Sulla matrice, ricoperta da una vernice resistente agli acidi, l'incisore traccia con una punta il disegno, mettendo a nudo il metallo nelle parti destinate ad essere corrose a ricevere l'inchiostro. La matrice, protetta a rovescio da una vernice isolante, viene quindi sottoposta alla morsura: l'immersione in una soluzione di acido. I mordenti più in uso sono l'acido nitrico, o acquaforte, l'olandese, (composto di acido cloridrico, clorato di potassio e sale comune ) e perclorato di ferro. La profondità del segno dipende dalla morsura, che può essere effettuata con una sola immersione ( morsura piana ) o immersioni ripetute. Il secondo procedimento permette di ottenere diverse gradazioni di scuro per i vari gruppi di segni . Una variante dell'acquaforte, e in uso dalla metà del Settecento, ma oggi quasi abbandonata, è la vernice molle: una vernice pastosa e grassa, ottenuta mescolando del sego alla normale vernice che ricopre il rame. L'incisore traccia a matita il disegno su di un foglio di carta disteso sulla lastra ricoperta di vernice. Aderendo al rovescio della carta, sotto la pressione della matita, la vernice viene asportata insieme con il foglio. La matrice viene quindi sottoposta ad una leggera morsura. Risultato caratteristico di questa tecnica è una incisione morbida, simile a un disegno a matita

  • Acquatinta

     La lastra viene preparata in modo che la superficie di rame si presenti ricoperta di diverse materie ( bitume, sale, zolfo in polvere ecc .) che permettono all'acido solo nei minuscoli interstizi .

    Dopo la prima morsura, i chiari vengono ricoperti con vernice resistente e la prima grana viene sostituita con altra più fine. Così si procede fino a raggiungere i massimi scuri. Una variante consiste nell'applicare direttamente il mordente sul rame nudo, limitandone l'azione con vernici resistenti. L'acquatinta, particolarmente adatta anche alla stampa colorata, permette di raggiungere una gamma straordinaria di valori tonali e delicati effetti luminosi ma, imponendo la rinuncia ad un impianto lineare, viene sovente abbinata ad altre tecniche. Il procedimento, adottato in Francia nella seconda metà del Settecento, a partire da Jean Baptiste Le Prince, era forse già noto come complemento dell'acquaforte, in Olanda nel secolo precedente. 

  • Litografia

    Il disegno viene tracciato con una matita grassa su pietra calcarea, preparata in modo da rendere repellenti all'inchiostro le parti non protette dalla matita . La tecnica scoperta dal tedesco Aloys Senefelder alla fine del Settecento, fu in seguito perfezionata, e fin dal secolo scorso, la pietra venne sovente sostituita con lastre di zinco.  La litografia, procedimento solo affine all'incisione vera e propria, avvenendo in piano non in rilievo o in cavo, è di esecuzione più veloce e semplice delle altre tecniche e presenta notevoli possibilità nella gamma dei grigi e nella stampa a colori. Ha avuto vastissima diffusione fin dalla prima metà dell'ottocento.

  • Serigrafia

    Procedimento di stampa consistente nel distendere l'inchiostro su di un tessuto a trama finissima seta o anche fibre sintetiche ) teso su un telaietto e sovrapposto al foglio o all'oggetto destinato a ricevere l'impressione . Il tessuto, che funge da matrice, è preparato in modo che l'inchiostro filtri attraverso la trama solo in corrispondenza delle parti da stampare, mentre le altre vengono rese impermeabili .

Moderno torchio a stella per la stampa calcografica

Bottega calcografica con torchio a stella




Srtumenti per incidere.